Sovraccarico progressivo e specificità: i principi dell’allenamento della forza

Principi di base dell’allenamento della forza: sovraccarico progressivo e specificità

Prof. Eduardo Romero

L’allenamento della forza è uno dei metodi più efficaci per sviluppare forza massima, potenza, resistenza muscolare e massa muscolare. Perché i progressi siano costanti e sicuri, la programmazione deve seguire due principi: il sovraccarico progressivo e la specificità. Valgono per l’atleta d’élite come per chi si allena per la propria salute, e la ricerca li documenta bene. In questo articolo vediamo cosa dice la scienza e come applicarli in palestra.

Il sovraccarico progressivo dice che, per continuare a ottenere adattamenti, lo stimolo deve aumentare gradualmente nel tempo. Se le richieste al sistema neuromuscolare restano sempre le stesse, l’organismo si adatta e i progressi si fermano.

Il carico è il modo più conosciuto per aumentare lo stimolo, ma non è l’unico. Le leve principali sono quattro:

  • Carico: più peso sul bilanciere.
  • Ripetizioni: stesso peso, più ripetizioni eseguite bene.
  • Serie: più volume totale di lavoro.
  • Densità: lo stesso lavoro in meno tempo, riducendo i recuperi senza peggiorare la tecnica.

Come cresce davvero un muscolo

Per anni si è detto che il muscolo cresce perché “si rompe” e poi si ripara più forte. Oggi la ricerca descrive le cose in modo diverso. Schoenfeld (2010) ha indicato tre meccanismi che possono stimolare l’ipertrofia: la tensione meccanica, il danno muscolare e lo stress metabolico. Gli studi successivi hanno messo sempre più al centro la tensione meccanica, cioè il muscolo che lavora contro un carico impegnativo. Oggi è considerata il segnale principale della crescita (Roberts et al., 2023).

Il ruolo del danno muscolare, invece, è stato ridimensionato. Damas e colleghi (2016) hanno seguito dieci giovani uomini per dieci settimane di allenamento. Dopo la prima seduta il danno muscolare e la sintesi delle proteine muscolari erano al massimo, ma non erano collegati alla crescita: la sintesi proteica serviva soprattutto a riparare. Alla terza settimana il danno era già diminuito, e alla decima era minimo. Solo in queste fasi la sintesi proteica era strettamente collegata all’ipertrofia.

Per capirlo può aiutare un’immagine. Pensa a un cantiere con una squadra di operai che ha un tempo di lavoro limitato. Se un temporale rompe le finestre, il primo lavoro è ripararle, e la stanza nuova deve aspettare. Allo stesso modo, finché il muscolo è impegnato a riparare il danno, la sintesi proteica ha meno risorse per costruire tessuto nuovo.

Questo ha due conseguenze pratiche:

  • L’indolenzimento non misura la qualità dell’allenamento. All’inizio di un programma ci si sente molto indolenziti, poi sempre meno. Non vuol dire che si lavora peggio: il corpo si è adattato e ora può costruire.
  • L’obiettivo del sovraccarico è aumentare nel tempo la tensione che il muscolo sopporta. Cercare a ogni seduta il dolore o l’esaurimento totale non serve.

Anche la forza ha una componente nervosa importante, soprattutto all’inizio. Il sistema nervoso impara a reclutare e coordinare meglio le unità motorie. Per questo i principianti diventano più forti già prima che il muscolo aumenti di volume (Kraemer e Ratamess, 2004).

Quando aumentare il carico

Le linee guida dell’American College of Sports Medicine (ACSM, 2009) danno un criterio preciso: aumentare il carico del 2-10% quando, con il carico attuale, si riescono a fare una o due ripetizioni in più del previsto in due sedute consecutive. Si aumenta quindi quando la persona è pronta, non a scadenza fissa.

Una regola come “+5% ogni settimana” sembra ragionevole, ma non può funzionare a lungo, perché ogni aumento si somma al precedente. Uno squat da 60 kg aumentato del 5% ogni settimana arriverebbe a circa 758 kg dopo un anno, ben oltre qualsiasi record del mondo.

Per applicare il criterio ACSM in modo semplice si può usare un “semaforo del carico”:

SemaforoCosa è successoCosa fare
🔴 RossoHai fatto le ripetizioni previste, o menoTieni lo stesso carico
🟡 GialloHai fatto 1-2 ripetizioni in più, ma in una sola sedutaTieni il carico e conferma alla seduta successiva
🟢 VerdeHai fatto 1-2 ripetizioni in più per due sedute di filaAumenta il carico del 2-10%

Un esempio con la panca piana, programma di 3 serie da 8 ripetizioni a 60 kg. Per prudenza qui il giallo si conta solo quando le ripetizioni in più si fanno in tutte le serie:

SedutaRipetizioniSemaforo
18 / 8 / 7🔴
28 / 8 / 8🔴
39 / 9 / 9🟡
410 / 9 / 9🟢

Alla quinta seduta il carico sale a 62,5 kg, cioè +4%, dentro la forbice indicata dall’ACSM. Nota la seduta 2: completare le ripetizioni previste non basta per aumentare.

Negli esercizi multiarticolari, come squat e stacco, si possono fare aumenti un po’ più grandi. Negli esercizi monoarticolari con carichi leggeri anche il disco più piccolo può valere più del 10%: in questi casi conviene usare microcarichi oppure progredire prima con le ripetizioni.

Le altre leve e la gestione della fatica

  • Volume. Aggiungi ripetizioni o serie quando la persona tollera bene il lavoro e recupera in modo adeguato. Il volume è una delle variabili più importanti per l’ipertrofia.
  • Densità e metodi. Si possono ridurre i recuperi, mantenendo la qualità dell’esecuzione, oppure usare metodi come il cluster training, utile per mantenere alta la qualità delle ripetizioni con carichi elevati. Tecniche ad alta intensità come le ripetizioni forzate vanno riservate a chi ha già esperienza e usate con moderazione.
  • Fatica. Il sovraccarico funziona solo se il recupero è sufficiente. Periodi di scarico programmati fanno parte della progressione, non la interrompono.

Il principio di specificità dice che gli adattamenti dipendono dal tipo di stimolo usato. Contano il tipo di contrazione (isometrica, concentrica o eccentrica), la velocità del movimento, l’ampiezza articolare, gli schemi motori e i sistemi energetici coinvolti. Per migliorare una qualità bisogna allenarla in condizioni il più possibile simili a quelle in cui verrà usata (Kraemer e Ratamess, 2004).

Conta l’intenzione, non solo la velocità

Uno degli studi più interessanti sulla specificità è quello di Behm e Sale (1993). Sedici persone, otto uomini e otto donne, si sono allenate per 16 settimane, tre volte a settimana, flettendo la caviglia verso l’alto contro una resistenza. Ogni partecipante allenava le due gambe in modo diverso, ma sempre con l’intenzione di spingere nel modo più esplosivo possibile:

  • con una gamba la resistenza permetteva un movimento rapido;
  • con l’altra la resistenza bloccava completamente il movimento, quindi la contrazione era isometrica.

Il risultato è sorprendente: le due gambe hanno ottenuto lo stesso adattamento specifico per l’alta velocità. In entrambe la forza è aumentata soprattutto alla velocità più alta testata (+38%). Secondo gli autori, lo stimolo principale era il tentativo ripetuto di contrarre il muscolo in modo esplosivo, insieme alla rapidità con cui si sviluppava la forza. Il tipo di contrazione, isometrica o con movimento, contava meno.

Lo studio riguardava un singolo muscolo in laboratorio, ma la sua applicazione pratica è chiara. Con un carico alto il bilanciere si muove lentamente, eppure l’intenzione di accelerare al massimo nella fase di spinta resta uno stimolo utile per sviluppare la potenza. Per esempio, in uno squat all’85% la discesa va controllata e la salita va eseguita “più veloce che puoi”, anche se il bilanciere sale piano. Questa istruzione, quindi, è tecnica e non solo motivazionale.

Come applicarla

Nello sport. Scegli esercizi simili, per meccanica e velocità, ai gesti della disciplina. Un esempio classico sono i sollevamenti olimpici e i loro derivati, che hanno in comune con il salto l’estensione rapida e coordinata di anca, ginocchio e caviglia. Una meta-analisi ha mostrato che l’allenamento con i sollevamenti olimpici migliora l’altezza del salto verticale più dei gruppi di controllo (Hackett et al., 2016). Specificità però non vuol dire copiare il gesto sportivo aggiungendo un carico. Vuol dire allenare le qualità di forza su cui quel gesto si basa.

Nella popolazione anziana. È giusto dare spazio agli esercizi per equilibrio, stabilità e mobilità, ma questi non devono sostituire l’allenamento della forza vero e proprio. La posizione ufficiale della National Strength and Conditioning Association (Fragala et al., 2019) raccomanda anche per gli anziani un allenamento con carichi progressivi e lavoro di potenza, eseguito con l’intenzione di muoversi velocemente. Sono proprio forza e potenza a permettere di alzarsi da una sedia, salire le scale o evitare una caduta.

Nella programmazione a lungo termine. Organizza la stagione in mesocicli o blocchi, ciascuno con un obiettivo prevalente: ipertrofia, forza massima, potenza. I microcicli settimanali servono a distribuire carichi e recuperi dentro ogni blocco. Così ogni fase prepara la successiva, e la specificità aumenta man mano che ci si avvicina alle gare.

Il sovraccarico progressivo e la specificità sono pilastri essenziali per la progettazione di programmi di allenamento della forza efficaci. La sua corretta applicazione non solo migliora le prestazioni sportive, ma contribuisce anche alla prevenzione degli infortuni e al miglioramento della qualità della vita nelle popolazioni non sportive. Allenatori, scienziati sportivi e professionisti della salute devono integrare questi principi nelle loro pratiche per ottimizzare i risultati nelle diverse popolazioni.

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Conclusioni

Il sovraccarico progressivo e la specificità sono i due pilastri di un buon programma di allenamento della forza. Il primo fa sì che lo stimolo continui a produrre adattamenti. Il secondo fa sì che quegli adattamenti servano all’obiettivo, che sia una prestazione sportiva, la salute o l’autonomia nella vita di tutti i giorni. Applicati insieme e con una gestione intelligente della fatica, migliorano la prestazione, aiutano a ridurre il rischio di infortuni e migliorano la qualità della vita anche in chi non fa sport.

Per allenatori, preparatori fisici e professionisti della salute, conoscere bene questi principi è il punto di partenza per programmare in modo efficace per ogni persona.

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Riferimenti bibliografici

  1. American College of Sports Medicine (2009). Progression models in resistance training for healthy adults. Medicine & Science in Sports & Exercise, 41(3), 687-708. https://doi.org/10.1249/MSS.0b013e3181915670
  2. Behm, D. G., & Sale, D. G. (1993). Intended rather than actual movement velocity determines velocity-specific training response. Journal of Applied Physiology, 74(1), 359-368. https://doi.org/10.1152/jappl.1993.74.1.359
  3. Damas, F., Phillips, S. M., Libardi, C. A., et al. (2016). Resistance training-induced changes in integrated myofibrillar protein synthesis are related to hypertrophy only after attenuation of muscle damage. The Journal of Physiology, 594(18), 5209-5222. https://doi.org/10.1113/JP272472
  4. Fragala, M. S., Cadore, E. L., Dorgo, S., et al. (2019). Resistance training for older adults: Position statement from the National Strength and Conditioning Association. Journal of Strength and Conditioning Research, 33(8), 2019-2052. https://doi.org/10.1519/JSC.0000000000003230
  5. Hackett, D., Davies, T., Soomro, N., & Halaki, M. (2016). Olympic weightlifting training improves vertical jump height in sportspeople: A systematic review with meta-analysis. British Journal of Sports Medicine, 50(14), 865-872. https://doi.org/10.1136/bjsports-2015-094951
  6. Kraemer, W. J., & Ratamess, N. A. (2004). Fundamentals of resistance training: Progression and exercise prescription. Medicine & Science in Sports & Exercise, 36(4), 674-688. https://doi.org/10.1249/01.MSS.0000121945.36635.61
  7. Roberts, M. D., McCarthy, J. J., Hornberger, T. A., et al. (2023). Mechanisms of mechanical overload-induced skeletal muscle hypertrophy: Current understanding and future directions. Physiological Reviews, 103(4), 2679-2757. https://doi.org/10.1152/physrev.00039.2022
  8. Schoenfeld, B. J. (2010). The mechanisms of muscle hypertrophy and their application to resistance training. Journal of Strength and Conditioning Research, 24(10), 2857-2872. https://doi.org/10.1519/JSC.0b013e3181e840f3

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